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04 luglio 2026

Un aiuto per S. e i suoi bambini: dopo la fuga, il desiderio di ripartire

Il signor S. un giorno di maggio ha bussato alla Caritas diocesana di una grande città del Sud Italia. Ha raccontato che pochi mesi prima era fuggito dalla Turchia perché, in quanto curdo, era perseguitato...

di Antonella Mariani

Il signor S. un giorno di maggio ha bussato alla Caritas diocesana di una grande città del Sud Italia. Ha raccontato che pochi mesi prima era fuggito dalla Turchia perché, in quanto curdo, era perseguitato. Chiedeva aiuto per sé ma soprattutto per la moglie e per i loro quattro figli, il più grande di 11 anni e il più piccolo di 2. Gli operatori della Caritas non sono rimasti indifferenti alle richieste di questo giovane uomo, che descrivono come «sensibile, collaborativo e rispettoso». Dopo un primo periodo in cui i bambini e la moglie sono stati sistemati in una casa protetta e S. invece è stato ospitato in una struttura, ora tutti e sei vivono insieme in una canonica e sono state avviate le pratiche per la richiesta di protezione internazionale. S. ha sofferto molto per la separazione dalla sua famiglia, ma ora è determinato a creare per tutti loro un futuro sicuro in Italia. Studia con alacrità la lingua e si rende disponibile a svolgere qualsiasi servizio utile alla comunità. La Caritas continua a stare vicino a questa famigliola già provata dal viaggio e chiede un contributo per affrontare tutte le spese necessarie per avviarla a una vita autonoma: il sostentamento quotidiano, le visite mediche, la ricerca di un lavoro, il materiale scolastico in vista dell’inserimento dei bambini. Gli operatori scommettono sull’integrazione di S., perché ne hanno saggiato la buona volontà, la determinazione a trovare un lavoro nel minor tempo possibile e l’amore per la propria famiglia.

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(Foto esemplificativa: i soggetti raffigurati nell'immagine non corrispondono alle persone citate nell’articolo)