Entrano, sorridono, si presentano. Non partono dalle difficoltà, ma da quello che sanno fare. "Mi piace far ridere." "So ascoltare." "Mi piace stare con gli altri." Nel laboratorio del progetto Scegli Tu – Talenti in azione — percorso di orientamento per ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni promosso da Fondazione Avvenire, FOM – Fondazione Oratori Milanesi, Alchemilla Cooperativa Sociale e finanziato grazie al progetto “Giovani Smart – supportiamo il potenziale giovanile” di Regione Lombardia — l'inclusione non è uno slogan. È un'esperienza concreta che prende forma nei corpi, nei giochi, nelle relazioni.
È quello che è accaduto nei laboratori dedicati a I ragazzi di Robin: un gruppo accogliente, capace di relazione, desideroso di stare insieme e di esprimersi. Fin dall'inizio emerge un clima di apertura. Seduti per terra, un cuscino colorato passa di mano in mano. Ogni passaggio è una scelta: dire il proprio nome, raccontare un talento. Poi succede qualcosa di ancora più significativo: i ragazzi e le ragazze iniziano a raccontarsi a vicenda. "Lui è il mio migliore amico." "Lei mi sa ascoltare." "Lui mi fa ridere." L'inclusione, qui, cambia direzione: non è qualcuno che include dall'esterno, ma un gruppo che si riconosce dall'interno. Il fulcro del progetto, in questo senso, è una piccola grande rivoluzione concettuale. La disabilità e la fragilità non vengono lette come limiti da compensare, ma come diverse configurazioni di risorse. Non "cosa non riesco a fare", ma "come funziona il mio modo di fare le cose". E questo vale per tutti, non solo per chi porta fragilità evidenti.
Nel laboratorio teatrale il corpo entra in gioco: si cammina, ci si ferma, si guida il gruppo. La leadership non è un privilegio di pochi — è un'esperienza che tutti possono attraversare. E tutti provano, nessuno resta fuori. È in questo spazio che accade qualcosa di raro: giovani spesso raccontati attraverso le loro mancanze diventano autori, capaci di guidare, immaginare, costruire. Un oggetto diventa mille cose. Una storia ne genera un'altra.
Uno degli elementi più potenti che emergono dai laboratori è la ridefinizione stessa del concetto di talento. Non qualcosa di straordinario o distante, ma concreto, quotidiano, incarnato. C'è chi sa far ridere, chi sa ascoltare, chi tiene insieme il gruppo. Sono competenze reali – le cosiddette soft skills, così valorizzate e riconsiderate nel mondo del lavoro contemporaneo - che a volte non vengono riconosciute, ma che nella relazione e del percorso professionale fanno la differenza. Nei gruppi, i ragazzi e le ragazze imparano anche a riconoscere il talento degli altri. Ed è lì che succede qualcosa di importante: il valore non è più individuale, ma condiviso.
Al centro di tutto c'è anche l'intelligenza emotiva, spesso sottovalutata ma fondamentale. Molti — compresi quelli considerati più fragili — mostrano una grande capacità di leggere gli altri, entrare in relazione, gestire dinamiche di gruppo. Competenze decisive che, se riconosciute, consentono a ragazzi e ragazze di “cambiare postura”: quello che veniva visto come debolezza diventa risorsa, e da lì nasce un protagonismo reale. Il laboratorio condotto da Alchemilla - e nello specifico da Elisa Rota, co-founder dell’impresa sociale, e da Marilena Giovannelli - dura poche ore, ma quello che lascia va molto oltre: maggiore consapevolezza nelle scelte scolastiche, capacità di esporsi e prendere parola, avvio di percorsi creativi. E soprattutto, come ricordano i formatori: "Se anche un solo ragazzo esce dicendo “Qualcosa di buono ce l'ho anch'io'”, il lavoro ha già avuto senso".
Scegli Tu propone quindi un cambio di prospettiva culturale profondo. Non si tratta di accompagnare i giovani a trovare il loro posto nel mondo così com'è, ma di creare le condizioni perché possano costruire il proprio posto a partire da ciò che sono. L'inclusione, di conseguenza, non è un tema a parte: è il modo stesso in cui si guarda ogni ragazzo e ragazza. Non si tratta di chiedere loro che cosa vogliano diventare, ma di aiutarli a scoprire che possono davvero scegliere.
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