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19 aprile 2026

Rosemary e il sogno di diventare medico

Nata al confine tra Myanmar e Thailandia dopo la fuga dei suoi genitori, Rosemary vive da sempre in un campo profughi. Oggi sogna di studiare medicina per aiutare chi, come la sua famiglia, affronta ogni giorno povertà e mancanza di cure

di Fondazione Avvenire

C’è una storia che racconta più di molte altre cosa significhi vivere da rifugiati. È quella di una famiglia con otto figli, che oggi vive in un campo profughi al confine tra il Myanmar e la Thailandia. Solo il primogenito è nato nel Paese d’origine, gli altri sette sono venuti al mondo nel campo, dopo la fuga dei loro genitori dieci anni fa, prima dell’ultimo colpo di Stato. La madre è riuscita a partire per prima, portando con sé suo figlio. Il padre, invece, ha attraversato il confine a piedi, camminando per sette giorni e sette notti per raggiungere la famiglia. Da allora vivono nel campo una quotidianità fatta di precarietà e rinunce, aggravata anche dalla riduzione degli aiuti internazionali.

“Da grande vorrei fare il medico”, racconta una delle figlie, Rosemary. “Così potrò tornare nel campo e aiutare chi ne ha bisogno. Qui l’assistenza sanitaria è carente”. La madre è l’unica che è riuscita a trovare occupazione in un campo agricolo, ma nonostante questo il cibo scarseggia sempre più e la famiglia non riesce a sostenere nemmeno le spese per l’istruzione dei propri figli, che desiderano studiare e frequentare la scuola.

Per approfondire, guarda questo video.

Con il progetto “Myanmar: vite dimenticate”, Fondazione Avvenire vuole essere accanto a famiglie come questa, offrendo un aiuto concreto per affrontare le necessità più urgenti e restituire una possibilità di futuro alle persone più vulnerabili.

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